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Nel 1998 concretizzammo concretizzato il progetto, che per lungo tempo era rimasto tale, di incidere il nostro primo CD.

Copertina del CD 'Di cose di noi' Di cose di noi  è una raccolta di 7 canzoni ed un brano strumentale. La scelta del materiale da inserire nel CD non fu facile. Dopo una serie di articolate valutazioni decidemmo di privilegiare i brani cantati che, in quel periodo, costituivano senz'altro la parte più consistente del repertorio.

Si tratta di composizioni che furono scritte nell'arco di 8 anni circa. Per quanto riguarda gli arrangiamenti, Etichetta del CD 'Di cose di noi' si decise di non lasciarci sedurre dalle notevoli potenzialità di manipolazione del suono offerte dalle tecnologie di registrazione e missaggio digitale. Registrammo perciò i brani così come li eseguivamo dal vivo, scegliendo di lasciare inalterate le sonorità proposte nei concerti.

Il risultato, del quale siamo piuttosto soddisfatti, rispecchia la realtà del nostro modo di fare musica: nessuna particolare dottrina da diffondere, se non la propria voglia di suonare e di condividere le grandi e piccole emozioni che da ciò derivano.

Il CD è corredato da un libretto di 12 pagine che contiene i testi delle canzoni ed alcune fotografie scattate durante la lavorazione. La registrazione ed il missaggio furono realizzati integralmente con tecnologia digitale presso il Level's Studio di Conegliano Veneto sfruttando il software ProTools®.

Tutti i testi del CD sono di Roberto Tossani.

Con l'ambizione di dare un piccolo contributo al mondo di sensazioni che lega l'uomo alla musica.

Titolo: Favola d'ottobre       Durata: 4:03

Musica: Brano acustico per chitarra, voce e clarinetto. Registrato in presa diretta.

Parole: è una canzone sui sogni ad occhi aperti (che qualche pessimista definisce deleteri perché se non si avverano ci rimani male e se si avverrano, be’: allora vuol dire che come sogni non valevano poi un granché), sulla vita quotidiana che abbiamo creato (sbagliando forse qualcosa in fatto di qualità e serenità), su chi non sa accettare il reale (perché probabilmente ha una bassissima capacità di adattamento, o un tarlo chiamato: "non dimenticare mai le tue illusioni") e su qualche dio cinico e simpatico che sa ancora sbronzarsi come un vero uomo (dimenticando comunque che le vere donne - vere? - sono decisamente meglio).

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Titolo: Di cose di noi       Durata: 7:10

Musica: L'introduzione e soprattutto il finale vedono protagonista il clarinetto, mentre strofe e ritornelli sono caratterizzati da una base di pianoforte e chitarra classica. Il finale si distingue dal resto del brano anche per il cambiamento del tempo, che passa dai 4/4 ai 3/4.

Parole: E se tutti noi fossimo anche oggetti di in un altro universo: delle semplici cose per altri "noi" convinti di essere gli unici esseri pensanti e che quindi ci usano, credendo che gli oggetti non abbiano né vita, né consapevolezza di sé?
Se fosse così, anche le cose che noi usiamo tutti i giorni potrebbero avere una vita "vera" in un altro universo ancora, dove esistono cose che in un ancora altro universo vivono una vita dove esistono cose che in un ennesimo altro universo ancora...
Ogni volta che entro in un centro commerciale mi assale questa precisa sensazione: e mi fanno tenerezza tutti quegli oggetti che si innamorano, fanno figli, studiano, lavorano, credono in un Dio Coso che li ha fatti a propria immagine e somiglianza.

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Titolo: I conti del blu       Durata: 5:54

Musica: Contrasto fra un ritornello accattivante ed orecchiabile ed una strofa in cui l'accompagnamento basso-chitarra è costante dal punto di vista sia armonico che ritmico, lasciando totale spazio alla melodia del canto. La fisarmonica è assoluta protagonista nella parte centrale.

Parole: Facendo i dovuti conti, essere liberi significa essere soli (e non avere nulla da perdere).
A conti fatti, saper amare significa venire a compromessi (entrambi) con la propria libertà.
Il blu è un conto aperto: misurare il cielo o l’amore non significa diminuirli o renderli freddamente logici, ma imparare a viverli giorno dopo giorno.     Qui: ora.

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Titolo: Lettere       Durata: 5:50

Musica: La ritmica, seppure dolce, è leggermente elaborata nelle parti cantate; l'intermezzo strumentale è affidato al clarinetto, affiancato dalla chitarra che emerge come solista nelle ultime battute.

Parole: Scrivere a qualcuno per dimostrare a se stessi che si è ancora vivi, malgrado sia già avvenuta la fine del mondo (1978/79?): se si riceve risposta rallegrarsi di non essere i soli ad averlo capito, se non si riceve risposta rallegrarsi che gli altri non se ne siano ancora accorti.

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Titolo: Caionno       Durata: 4:53

Musica:Introduzione di chitarra classica e poi un tema d'insieme che viene ripetuto con variazioni nell'accompagnamento di batteria. Nella parte centrale un netto cambiamento di atmosfera.

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Titolo: Aria in       Durata: 5:29

Musica: Due interventi solistici (chitarra e tastiere) contribuiscono a conferire a questo brano un sensibile dinamismo, che vede coesistere parti dall'arrangiamento essenziale con altre in cui tutti gli strumenti intervengono energicamente.

Parole: Avete presente quei rapporti di coppia che si dice non abbiano più nulla di nuovo, vivere insieme è continuare così perché non si sa bene perché, però smettere è troppo faticoso, difficile, ci sono i ricordi, già, c’è tutto quanto è il passato, quello tiene su, non il presente, non il domani, ed anche se ciò che è stato non ritornerà andiamo avanti, "dopotutto ti voglio ancora bene, sai": li avete presenti?
Chi ci si è trovato "dentro" (IN: relazione di luogo) mi assicura che l’aria che si respira è proprio così: un po’ IN... (INgiallita, INgolfata, INtransitiva, impianto / IN-pianto, ecc. ecc.).

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Titolo: Non per amore       Durata: 5:30

Musica: Una canzone con un intenso intervento solistico di chitarra classica.

Parole: A volte ci si lascia: a volte perché si vuole dividere la propria esistenza con un altro o con un’altra, a volte perché non si sopporta più la propria vita con il partner, a volte perché si sente il bisogno di perdere (qualcosa, qualcuno, la partita con i dadi truccati), a volte perché la circostanza/la lontananza/la stancanza, a volte perché di sesso ormai nemmeno l’ombra, a volte per troppe "ombre" di vino, a volte perché si percepisce che tutto è l’ultima volta di tutto.
Ma non ci si lascia mai per amore: l’amore, se mai c’è stato, da tempo ha già fatto le valigie (e ciao).

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Titolo: Il candelabro       Durata: 7:59

Musica: Molte variazioni di tempo (5/4, 7/4, 6/4, 4/4) e di atmosfera in questo lungo brano che vede, fra l'altro, una parte solistica affidata alla chitarra elettrica.

Parole: A casa non ho neanche un candelabro: vista la canzone, probabilmente è per scaramanzia.

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