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XMACHINA dedica questa pagina avulsa alla pubblicazione di brevi racconti e filastrocche.

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RACCONTO

Controllo il traffico a Pontedera. Incessantemente. Mantengo la mia famiglia. Non tollero alcuna forma di indisciplina stradale: accelerazioni inusitate, lampeggi pomeridiani, uscite posterne, suonate di clacson intrammiste, posteggi chiassosi, sterzate imprevedibili, fari alogeni.

Annoto accuratamente, in formato cartaceo ed elettronico, tutte le irregolarità che riscontro, cercando anche, nei limiti del possibile, di raccogliere dei dati anagrafici sui responsabili. Mi abbiglio in maniera adatta, così da non dare adito a chiasso; agisco con discrezione ma fermezza, restando attento veramente.

Perdonare non mi si addice. Mi posso adombrare, ma nulla più. Chiedendomi venia non la si ottiene, anzi.

Ad un signore anziano che avevo beccato mentre faceva una manovra in retromarcia senza aver ruotato il collo dei necessari minimi 175 gradi comminai una serie di epiteti urlati in dialetto stretto dell'Alto Trentino. Egli mi chiese di avere pazienza, accampando come risibile scusa la presunta esistenza di un suo malessere articolare dovuto all'età avanzata. Lo rattrappii.


filastrocca

Pensando a sua cugina, la Priscilla,
Gioberto non gioisce certamente.
Morendo lei non gli ha lasciato niente
eccetto un drappo di velluto lilla.

Non ci sarebbe nulla da eccepire
se la parente fosse stata vecchia
malata e sola in una catapecchia.
Invece la cugina aveva lire

in quantità davvero impressionanti.
Lei possedeva fabbriche, terreni
ed ogni tipo di lussuosi beni,
fra cui persino dodici natanti.

Viveva in una serie di dimore
localizzate nei luoghi più belli
di questo mondo; dei veri castelli.
In certi non passò che poche ore.

Doveva la ricchezza a un’invenzione
che concepì da giovane: un gancetto
con cui tenere fermo il reggipetto
che a quanto pare fu grande intuizione.

Adesso è morta, cadde da una rupe
mentre osservava l’ultimo suo acquisto:
un’isola del tipo Montecristo
adatta, a parer suo, per quelle cupe

giornate che di tanto in tanto aveva
forse per via dell’età non più verde
(quand’essa arriva tutti un po’ si perde
la gioia e lei eccezione non faceva).

Nel testamento, aperto l’altro ieri
si lesse che l’intero patrimonio
sarà elargito ad un certo Macedonio
romano allevatore di destrieri.


filastrocca

Calogero non canta
più nel complesso "I belli".
Adesso fa cancelli
moneta prende, tanta.

Però ogni tanto sente
anche se non lo dice
un fremito infelice
e forse un po’ si pente.


filastrocca

Le pizzette che produco con mio nonno
sono degne di un palato sopraffino;
mozzarella, pomodoro, rosmarino,
con l’aggiunta di pezzettini di tonno.

Le facciamo solo con il forno a legna
e bruciamo del legname ben vagliato
affinché non ne risulti danneggiato
il sapore, della nostra arte insegna.

Operiamo in un locale che fu scelto
proprio per la sua opportuna cubatura;
la volemmo non sfrenata per paura
che potesse far scappare troppo svelto

quell’aroma che dal forno si sprigiona.
Esso deve rimanere a lungo in loco
e così nel tempo, calmo, a poco a poco,
a ogni cosa una fragranza soave dona.

Certo quattro metri quadri danno luogo
a problemi di logistica; per questo
noi facciamo le pizzette e poi, del resto,
ben si evince questa cosa anche dal logo.

Con l'ambizione di dare un piccolo contributo al mondo di sensazioni che lega l'uomo alla musica.